chi siamo

    

Il Villaggio Violino si trova nella Circoscrizione Ovest della città di Brescia.

Il Violino, o Quartiere La Famiglia, è delimitato a nord dalla ferrovia Brescia-Edolo, a Sud dalla ferrovia Milano-Venezia, mentre ad est e ad ovest è delimitato da campi colltivati.

I primi insediamenti al Violino si trovano in Via Colombaie, sede di numerose cascine di famiglie contadine sin dal '700. A quel tempo non esisteva una chiesa al Violino e quindi le funzioni si svolgevano nel non troppo vicino monastero cappuccino situato sulla collina della Badia. La parte più antica del Violino, quella corrispondente a via Colombaie, strada nella quale è ancora presente la vecchia torre della trisia, fece parte del Cantone di Garza orientale, il cui capoluogo era il rione Pallata di Brescia.

 

Infatti, tra il 18 marzo e il 20 novembre 1797 il territorio del quartiere fece parte della Repubblica Bresciana, uno stato preunitario, poi confluito nei territori della Rapubblica Cisalpina.Il vero boom edilizio ha inizio nel 1957 quando Padre Ottorino Marcolini, fondatore della Cooperativa La Famiglia, compra parte dei terreni contadini per costruirvi il primo lotto di case che adesso corrispondono alle vie Prima, Terza, Quinta e Settima ed alle traverse Seconda e Quarta. L'anno successivo venne costruita la chiesa ed istituita la Parrocchia del Violino, intitolata a San Giuseppe Lavoratore.

Da quel lontano anno il Villaggio ha subito numerose trasformazioni e ha subito diverse fasi espansive che hanno portato ad un incremento demografico: gli abitanti del Violino sono infatti circa 3560. A causa di questo incremento la vecchia chiesa è stata sconsacrata ed al suo posto è stata inaugurata la nuova chiesa già nel 1981.

La suddetta chiesa sconsacrata è stata adibita a palestra.
Padre Marcolini, fondatore del Villaggio è ricordato da un busto sotto il quale è applicata una targhetta che descrive con eloquenza la sua persona: "Niènt de piö de 'n manòal, niènt de meno de 'n imprenditùr " (Ottorino Marcolini).  (Niente di più di un manovale, niente di meno di un imprenditore)

 

Il 28 novembre 1953 venne costituita la "Cooperativa La Famiglia" che diede il via al villaggio. Quella di prima la si può definire preistoria ed è presto raccontata.

Nella campagna in cui sorse il villaggio la storia non ha lasciato impronte evidenti. Dell'antichità romana non sono infatti stati trovati segni di rilievo. Divenuto di dominio pubblico il territorio passò al Monastero di S. Salvatore. Sappiamo poi che il territorio lungo i fiumi, compreso il mella, entrò per la costituzione di Federico I a far parte dei "diritti legali" dell'Impero.

A sua volta però Corrado II con decreto imperiale emesso in Cldiero il 15 luglio 1037, confermato il 31 agosto 1123 da Enrico V, donò il territorio al Vescovo di Brescia.

 

Da questo passò al Comune di Brescia al quale lo confermò Entrico V il 27 luglio 1192. Il territorio fee parte del Vithexeto, cioè di quel territorio che, sempre più diviso in appezzamenti, si estendeva lungo il mella, mentre il territorio intorno alla città, nell'ambito di due miglia, verrà chiamato "le chiusure" dal latino "clausum" (chiuso) perchè diviso da ortaglie, vigne.

Ma fino al secolo XIV . XV quando finite le guerre e le lotte delle fazioni ed iniziatosi con Venezia un periodo di pace, si può dire che anche la storia di questi luoghi è anonima.

Costruita nel secolo XII - XIII la cerchia delle mura cittadine, che poi non verranno ulteriormente ampliate ma solo abbattute, fuori di esse si svilupparono i borghi, abitati di solito da pacifisti contadini, come fiumicello, Urago Mella, La Noce e in essi o accanto ad essi Monasteri come la Badia dei Santi Gervasio e Protasio, di cui il villaggio vicino al Violino conserva il nome.

Accanto ai borghi e ai monasteri prendono consistenza attorno alla città le "Brede" (dal latino proedia = poderi" che altro non sono che fondi suburbani, poco distanti dalle mura e dai borghi con al centro una villa o una casa di campagna, dove i cittadini padroni si recano per curare i propri possedimenti, per le vacanze o per il diporto.

 

E' da una di queste Brede appartenente alla famiglia Violini che prende il nome il villaggio omonimo.

In effetti Viola e Violini sono due famiglie che compaiono negli estimi bresciani fino al secolo XV.

I Violini, come ricorda Paolo Guerrini, sono già registrati nell'estimo promosso da Pandolfo Malatesta nel 1416.

 

In esso appare un Tonino (Antonio) Violino De Violinis di Saiano, abitante in BRescia nella Parrocchia di S. Giovanni e più precisamente nella Quadra VI di S. Faustino.

 

Intorno alla metà dell'ottovento la Breda passò alla famiglia Tagliaferri, proveniente da Vilminore nel bergamasco e cresciuta in ricchezza con l'arte del ferro e il commercio .

Questa famiglia nella Breda del Violino ospitò spesso durante l'estate le Suore Dorotee.

 

Date da ricordare


1955 realizzazzione primo villaggio della Cooperativa La Famiglia.


08.12.1955 Benedizione chiesa del Violino


25.05.1955 Inaugurazione Villaggio Violino


1956 Trentesimo di Sacerdozio di Padre Marcolini


10/11/1956 Inaugurazione complesso che ospiterà scuola elementare e asilo infantile


1956 Suore al VIllaggio VIoino


17/03/1957 Nuovo altare


1958 Benedizione asilo intitolato a Sandro Bonicelli


1960 Costituzione circolo acli


articolo in fase di pubblicazione

articolo in fase di reimpaginazione....

 

1955-1985: UN CAMMINO CHE CONTINUA

Sono trascorsi i primi trent'anni di vita della nostra Comunità Parrocchiale intitolata a S. Giuseppe Lavoratore. Mettendoci al lavoro per allestire il Bollettino commemorativo del nostro XXX compleanno, ci siamo posti il problema se dobbiamo accontentarci, per ora, di semplici cenni di cronaca o se possiamo invece cominciare a parlare di storia del Violino.
Ci è sembrato opportuno, forse doveroso, non andare al di là della cronaca, cioè di un rapido cenno di fatti e problemi significativi, rinunciando di proposito a valutazioni approfondite degli stessi, che non possono aver luogo se non con il tempo.
I fatti che ricorderemo sono presenti un po' alla memoria di tutti e, anzi, molti dei protagonisti diretti di queste vicende "storiche" sono ancora vivi ed operanti nelle nostre realtà ecclesiali e sociali. La scelta della cronaca, oltre che semplificare di molto il nostro lavoro, ci evita così anche alcuni rischi o pericoli quali: il mancare di obbiettività ed imparzialità nelle valutazioni; l'elogiare fuori misura il passato, dando magari la sensazione di non essere contenti del presente; il voler giudicare il passato alla luce e sulla spinta del presente. Tanto gli assenti hanno sempre torto ed il passato è il più grande assente.
Significherebbe in ogni caso cadere in una mancanza di fedeltà al tempo. Ed ecco perciò alcune note di cronaca, stralciate più che altro dalle. pagine del Bollettino Parrocchiale.

 

1955
L'anno dell'avvio del Violino

Il 1955 è stato salutato dalla stampa locale e nazionale come un anno che si potrebbe definire storico: La Cooperativa "La Famiglia" di Padre Marcolini, con la realizzazione del primo Villaggio, "il Violino", perseguiva' la prima tappa di una geniale e grandiosa iniziativa, che ha interessato, su vasta scala Brescia e Provincia e ha varcato largamente anche i confini bresciani. 
Riportiamo alcuni significativi titoli di giornali di allora:


Giornale di Brescia: 8.12.1955

«Le tappe di una importante realizzazione sociale. Benedetta al Violino la chiesa del quartiere.
Il suggestivo rito svoltosi ieri sera alla presenza del Vescovo Monsignor Tredici.
Il Tempio è sorto in quarantacinque giorni ...

Al Violino per la benedizione della chiesa ancora odorosa di muri umidi e di legni appena piallati, era atteso il Vescovo Monsignor Tredici. I ragazzi facevano festosissima corona attorno a Padre Marcolini, mentre le loro mamme accende vano ai davanzali delle linde casette più prossime alla chiesa improvvisate, volte di rose, fantasiose luminarie ...
Mentre le autorità convenute aspettavano l'arrivo del Vescovo, al cronista si fece incontro un sacerdote, il Parroco del Violino. Fresco e spoglio anche lui, come freschi e spogli sono i muri della sua chiesa, questo prete che si chiama don Giovanni Teotti, ha quarant'anni e ne dimostra meno di trenta, ed è stato "rubato" alla cura d'anime di Castenedolo.
Da Castenedolo i suoi giovani, che fecero di tutto per non lasciarlo partire, erano venuti a festeggiarlo, portandogli in dono una statua della Madonna Immacolata, la quale stava già bella e issata sull'altare maggiore ...
Al Vangelo il Vescovo pronunciò parole di semplicità pastorale: lo ascoltava tutto in piedi, poiché di banchi non c'era neppur l'ombra, uno stuolo di fede li intenti, donne con i bimbi in braccio, operai con indosso il giaccone di cuoio nero, la brava e onesta e fiduciosa gente del Violino, ognuno d'essi pioniere della grande avventura di farsi una propria casa.
"Vi siete fatti una casa", ha detto il Vescovo, "e adesso avete dato una casa anche al Signore. Sarà dedicata a S. Giuseppe Lavoratore la nuova casa del Signore al Violino ... "
E S. Giuseppe Lavoratore resta ancora il Patrono della Famiglia parrocchiale del Violino, come la statua della Madonna Immacolata dei giovani di Castenedolo continua ad essere venerata nella nostra chiesa.


La Patria 25.5.1955

«La proprietà è un diritto. Inaugurato a Brescia il Villaggio Violino.
Come Padre Marcolini ha risolto in chiave psicologica il problema della casa per i lavoratori. Il Villaggio Violino è la più recente diavoleria di quel sant'uomo che è Padre Marcolini dell'Ordine di S. Filippo Neri, educatore, sociologo, ingegnere, matematico, ex cappellano in Russia, questo Padre Marcolini un bel giorno s'è messo in testa di risolvere il problema della casa del lavoratore. Il lavoratore è un uomo che non ha una casa di sua proprietà e quindi non può amare la casa dove vive, perché non è sua. E il disarnore per 1a casa comporta il disamore per la famiglia, il rifugiarsi nelle osterie, I'abbruttimento, ecc. >>.


La Voce del Popolo 5.3.1955

«Le casette economiche di Via Violino miracolo di volontà di un mondo nuovo che si afferma. Anche i lavoratori delle classi meno abbienti hanno trovato la strada della proprietà, vera salvaguardia dell'unità familiare oggi minacciata dal disagio delle abitazioni insufficienti». «Padre Marcolini spiega come è nata e come lavora la Cooperativa «La famiglia». Tutti i dirigenti sono animati da un grande ideale e non guadagnano un centesimo. La loro ambizione più grande è quella di costruire case al minimo prezzo possibile».


Il Sole 7.7.1957

«Nuove formule coraggiose per l'edilizia popolare. Concrete realizzazioni a Brescia dovute alla privata iniziativa dimostrano come in tale campo non esista soltanto l'intervento di Stato.
Sembrerebbe l'uovo di Colombo, tanto è semplice e lineare la formula. Se nonché occorre pur sempre un Colombo».

Alcuni cenni che possono aiutare a ricordare e rivivere gli inizi certo non facili del quartiere e della sua vita comunitaria. Parecchi tra di noi raccontano ancora volentieri episodi curiosi e, a volte, avventurosi e ricordano persone, ormai scomparse, che si rifanno a quell'indimenticabile "avvio" del Violino.

 

1956
Trentesimo di Sacerdozio di Padre Marcolini (Dal Bollettino Parrocchiale - Dicembre 1955)

«Il 6 gennaio, festa dell'Epifania, ricorre il XXX anniversario di Sacerdozio del Rev. Padre Marcolini, il quale ha espresso il desiderio di festeggiare tale solenne ricorrenza in mezzo a noi, celebrando la S. Messa alle ore 11 precise. E' per noi un grande onore ed un segno delle sue  predilezioni ... Il compatto intervento di tutti in questa circostanza sarà il miglior modo di dire il nostro grazie a Padre Marcolini».

 

La Scuola Elementare e Materna

La Cooperativa "La Famiglia", guidata da Padre Marcolini, nel costruire i propri villaggi si è sempre preoccupata anche di dotarli delle opere sociali indispensabili.
(Dal Bollettino Parrocchiale• Dicembre 1956)
«Il 10 novembre è 'Stato inaugurato il complesso che ospiterà la scuola elementare e l'Asilo Infantile e funzionerà anche come Scuola di Catechismo. L'opera è stata realizzata per iniziativa e per l'interessamento di Padre Marcolini, che ha saputo trovare i mezzi necessari senza chiedere a noi il minimo contributo».

(Dalla Voce del Popolo 10.11.1956)
«Festosa cerimonia al Violino.

Inaugurazione dell'Asilo e della Scuola Elementare con la presenza delle autorità cittadine religiose e civili».

(Dal Giornale di Brescia 11.11.1956)
«Giornata di festa al Violino.

Inaugurato l'Asilo e la Scuola Elementare. C'erano il Vescovo Mons. G. Tredici, il Prefetto Dott. Temperini, il Sindaco Prof. Boni, il Questore A vv. Scali».
Tante presenze importanti sottolineano l'attenzione e l'importanza che le autorità cittadine hanno dato all' opera avviata da Marcolini.

Le Suore al Violino
(Dal Bollettino Parrocchiale• Dicembre 1956)

«Un avvenimento importante per la storia di questa erigenda Parrocchia è l'ingresso delle Reverende Suore di S. Dorotea, avvenuto domenica 25 novembre ... Sono alla dipendenza della Chiesa per il bene dei fedeli. A loro è stata affidata la direzione dell'Asilo, del Catechismo e I'assistenza alla gioventù femminile ... In considerazione del grande bene che ne verrà dalla loro presenza, noi abbiamo celebrato con entusiasmo la loro venuta».

 

1957 Il Nuovo Altare
(Dal Bollettino Parrocchiale . Aprile 1957)

«Domenica 17 marzo, il Vicario Generale Mons. Berte1li, delegato dal Vescovo, ha consacrato il nuovo altare, e il Rev. Mons. Almici vi ha celebrato per la prima volta la S. Messa.
L'altare di linee molto sobrie in marmo di Botticino, è ornato da artistici e preziosi simboli di bronzo: un Agnello, simbolo del Cristo ... ed i quattro simboli degli Evangelisti. Questi bronzi sono stati eseguiti dal Sig. Tommaso Panchieri su modello del giovane universitario Paolo  Mascheretti. Tutti e due hanno dato un saggio della loro abilità artistica e della loro generosità prestando volentieri e con entusiasmo la loro opera gratuita». L'altare della vecchia chiesetta ha trovato posto nella cappella feriale della nuova chiesa. Oltre alla preziosità dei bronzi che lo adornano, esso è carico anche di tanti preziosi ricordi accumulati in tanti anni. Mentre l'altare della vecchia chiesetta è stato consacrato, la chiesetta invece non è mai stata consacrata: già dagli inizi probabilmente si è cominciato a parlare della sua provvisorietà, protrattasi poi per ben 26 anni.

Ritrovo per ragazzi e giovani

Ne viene annunciata l'apertura sul bollettino parrocchiale del novembre 1957; la sua collocazione è nel seminterrato dell'Asilo. Non è sufficiente, si diceva già allora, o soprattutto allora, dare ai ragazzi e ai giovani della Parrocchia la scuola di catechismo: occorre anche un luogo di svago.
E' la premessa al grande fabbricato dell'Oratorio "Per i Nostri Figli”.


L'Azione Cattolica
(Dal Bollettino Parrocchiale - Novembre 1957)
«L'Azione Cattolica è l'organizzazione che, per volontà dell'Autorità Ecclesiastica, deve sorgere in
ogni Parrocchia: quindi non può mancare nella nostra, ove alcune sezioni stanno già organizzandosi e, più o meno numerose 'e qualificate, entro la fine dell'anno, dovranno risultare tutte ... Accanto al Sacerdote devono esserci altre persone che collaborano per il medesimo fine e con lo stesso spirito.
La Parrocchia è come una vigna: se non si lavora non dà frutti».


Scuola di Vita Familiare
(Dal Bollettino Parrocchiale - Dicembre 1957)

«Siamo lieti di potervi annunciare che anche nella nostra Parrocchia nel corrente mese, si inizierà una "Scuola Familiare" per giovani dai 15 anni in poi ... L'importanza dell'iniziativa non ha bisogno di essere illustrata, essendo troppo evidente la sua grande utilità in rapporto al domani delle nostre figliuole e delle loro famiglie ... La mancanza di preparazione alla famiglia è una grande lacuna e purtroppo una piaga dei nostri tempi».
L'iniziativa, avviata nel 1957, durerà parecchi anni, come risulta dalle cronache del Bollettino, raccogliendo notevoli consensi e conoscendo periodi di vero successo.

 

1958
L'Asilo intitolato a Sandro Bonicelli

Padre Marcolini scrive ai Soci de "La Famiglia". «Domenica 26 gennaio 1958 all'Asilo verrà bene-
detta ed inaugurata la lapide che ricorda il sacrificio, avvenuto 15 anni fa, dell'Alpino Sandro Bonicelli, al cui nome verrà intitolato il nostro Asilo. Sandra Bonicelli, morto ventunenne a Nicolajewsca, è stato un giovane che ha posto la sua intelligenza al servizio dell'umanità, con una dedizione totale, nella visione luminosa della paternità universale del Signore ...
Difficilmente si sarebbe potuto trovare una figura più fulgida da porre ad esempio ai giovani che cresceranno nel nostro Villaggio».
Così Padre Marcolini. Ed è un vero peccato che di Sandra Bonicelli tra noi resti solo la lapide appesa alle pareti dell' Asilo.

 

1960
Si è costituito il Circolo ACLI
(Dal Bollettino Parrocchiale - Luglio 1960)

«Dopo una serie di conferenze per interessamento di un gruppo di lavoratori si è costituito anche fra
noi il Circolo ACLI, che associa i lavoratori e le lavoratrici cristiani, allo scopo di provvedere alla loro formazione e assistenza, per renderli sempre più consapevoli delle loro responsabilità sociali, dei loro diritti e doveri, preparandoli perché possano assolvere nel migliore dei modi alla loro missione sociale cristiana, per la loro prosperità economica e per la loro salvezza morale e religiosa, perché soprattutto per loro Cristo trionfi nel mondo del lavoro ...

La sera del 24 giugno si sono radunati in assemblea e hanno eletto il Consiglio Direttiva».

Non poteva mancare l'associazione dei Lavoratori Cristiani nella Parrocchia dedicata ad un Santo Lavoratore come la nostra. Le ACLI al Violino hanno lavorato anche intensamente con alterne  fortune per un ventennio circa, cioè fino alle soglie degli anni '80. Viene spontaneo domandarci: non ci sono più, oggi, lavoratori cristiani bisognosi di formazione? Non valgono più, oggi, i grandi ideali, che per il passato hanno animato ed entusiasmato tanti lavoratori?

 

1961
La Festa del Vangelo (Dal Giornale di Brescia 1.3.1961)

“ Iniziativa da segna1are. La Festa del Vangelo nella Parrocchia del Violino. La Festa è stata  preparata con una «tre sere» e ha visto nel suo momento conclusivo la presenza dell'Arcivescovo Mons. Tredici. Al termine della S. Messa, dopo la rinnovazione delle promesse battesimali da parte dei fedeli, l'Ar-civescovo ha benedetto i libri sacri e li ha consegnati personalmente ai capi famiglia. Il libro di Dio ha  fatto così il suo ingresso in ben trecento famiglie».
La Missione Cittadina 19-29 Ottobre 1961
Nell'ottobre del 1961 in tutte le Parrocchie della città ha avuto luogo la grande "Missione".
Dice il documento ufficiale di indizione: «In una città tradizionalmente cristiana, che registra il duplice fenomeno della tiepidezza dei fedeli e del progressivo allontanamento dalla fede degli
spiriti più 'scontenti, più suggestionabili e superfi-ciali, la Missione vuole:
-rivedere la situazione religioso-morale di Brescia  ;
- riportare i fedeli ad una pratica religiosa più profonda, più vissuta, specialmente rulla santificazione del giorno del Signore;
- accostare i lontani, abbattendo le barriere dell'inerzia, del pregiudizio, con una parola fraterna, di
carità e di fiducia».
Anche la nostra Comunità Parrocchiale, come emerge dalle cronache del tempo, si è preparata ed
ha vissuto con intensità e profitto la grande missione cittadina.

 

1962
La nascita «anagrafica» della nostra Parrocchia
Le comunità cristiane nuove trascorrono, per così dire, un periodo di "noviziato" o di apprendistato,
con il nome di "Delegazione Vescovile". Così fu anche per il Violino tra gli anni 1955-62. Passato il periodo di rodaggio, passi il termine, la comunità cristiana riceve il pieno duplice riconoscimento da parte, cioè, dell'autorità civile e religiosa: diventa Parrocchia.

Dal Bollettino Parrocchiale - Dicembre 1962.
«Nella ricorrenza del VII anniversario di vita di questa nostra comunità, iniziata, come ognuno ricorda, in quell'otto dicembre 1955, è opportuno e necessario che veniate edotti della pratica e dell'ormai definitiva posizione ecclesiastica e civile della nostra Chiesa. Questo territorio apparteneva prima alla Parrocchia di Fiumicello e fu da questa smembrato nel territorio della Badia. Nel 1955, sorgendo qui il Villaggio, il territorio, compreso il Violino di Sotto, fu staccato e dal Ve- scovo dichiarato autonomo, quale delegazione Vescovile».
Questi i tempi e le date della prassi burocratica:
- Decreto vescovile di erezione della nuova Parrocchia in data 23.7.1961 con firma di Mons. Tre-
dici.
- Decreto di riconoscimento del Presidente della Repubblica in data 8.4.1962 e con firma di G.
Gronchi Presidente e Taviani Ministro degli Interni.
- Bolla di nomina a Parroco di Don Giovanni Teotti in data 1.5.1962 con firma di Mons. Gia-
cinto Tredici.
Appare chiara a tutti l'importanza veramente storica per noi di queste date, che rappresentano la nascita ufficiale della nostra comunità parrocchiale di fronte alla Diocesi Bresciana e allo Stato Italiano.

1965
I! 1965 è stato un anno particolarmente ricco di avvenimenti significativi ai quali facciamo brevemente cenno.

Il Venticinquesimo di Sacerdozio di don Giovanni
I! 2 giugno la Comunità Parrocchiale ha festeggiato il proprio parroco nella ricorrenza della sua
Messa d'Argento. La celebrazione ha avuto un tono del tutto sobrio, secondo il desiderio esplicito del festeggiato, ma largamente partecipata e profondamente sentita. I! tentativo, perché tale è stato, di donare a don Giovanni, per la circostanza, una modesta automobile, è stato dallo stesso sventato con la seguente motivazione:

«In occasione del mio XXV sacerdotale, un gruppo di persone stava compiendo uno sproposito, quello di farmi un regalo personale, che sarebbe stato certo per me una comodità, ma non era una necessità. Me ne sono accorto ... ed ho dirottato il dono tanto volentieri verso J 'Oratorio, ove resterà a ricordo del mio- XXV e del decennio del mio parrocchiato».
Si tratta del mosaico raffigurante il Cristo Maestro collocato sotto il porticato dell'Oratorio.

L'inaugurazione dell'Oratorio
La comunità parrocchiale al suo decimo anno di vita è stata capace di dotarsi di un grosso complesso, le cui finalità sono bene espresse e sintetizzate nelle parole poste sulla facciata dell’edificio: PER I NOSTRI FIGLI

E la lapide commemorativa dell' evento dice:
«NELL'ANNO X° DI QUESTA PARROCCHIA I FEDELI CON EDIFICANTE GENEROSITÀ E SOLIDARIET À HANNO ERETTO OUEST A CASA PERCHÉ I LORO FIGLI, EDUCATI
SECONDO L'INSEGNAMENTO DI GESÙ CRISTO, FOSSERO NEL LORO DOMANI
FIGLI COERENTI NELLA CHIESA,
PADRI COSCIENTI NELLA FAMIGLIA,
FRATELLI GENEROSI NELLA SOCIETÀ.
8.12.1965».

La Scuola Media al Violino
Nel complesso dell'Oratorio ha trovato collocazione anche la scuola media, come distaccamento dalla media "Kennedy" della Badia.

Così .sottolinea l'evento il Giornale di Brescia 11.7.1965:

«... l'edificio è sorto per esplicita volontà della popolazione, che si è addossata quasi l'intera spesa
- una cinquantina di milioni -, nell'intento di offrirlo ai propri figli, come sta scritto sulla facciata; per festeggiare il decimo anniversario del Villaggio e ricordare degnamente ul XXV di sacerdozio del Parroco, vero animatore dell'opera. Circostanza molto importante è che l'edificio sarà messo a disposizione del Comune, che vi installerà la nuova scuola media per i ragazzi del villaggio, che conta oltre tremila abitanti».

Il Pulmino al Violino
Leggiamo dal Bollettino Parrocchiale - Dicembre 1965.
«Finalmente l'interessamento attivo di alcuni esponenti delle forze politiche locali ha avuto successo: difatti la Commissione Amministrativa dei SS.MM. (ora A.S.M.), nella seduta di martedì primo dicembre, ha deliberato di istituire il servizio per il Violino, a carattere sperimentale e limitatamente alle ore di punta.
A questo primo passo, che è il più importante, speriamo segua presto quello dell'attuazione della delibera. Guai se dovessimo aspettare altri 10 anni». E probabilmente in parecchi vorrebbero aggiungere che un "servizio" vero di collegamento tra la periferia, dove è collocato il Violino, ed il centro città, non ha mai incominciato a funzionare.
Non ha senso, non serve a nessuno, o a poche persone ed in casi sporadici un pulmino che zizzaga soltanto in periferia. E difatti lo si incontra sempre vuoto ... Arrivati al XXX del Villaggio continuiamo a sperare

 

1966
Don Pier Luigi Murgioni Sacerdote Novello
(Dal Bollettino Parrocchiale - Luglio 1966)

«E' un fatto straordinario perché si tratta del primo Sacerdote della nostra Parrocchia e perché sarà consacrato da1 Papa Paolo VI.
Don Pierluigi Murgioni, lo conosciamo tutti, abita in via Violino di Sotto al n. 102 ... Ha studiato nel nostro Seminario Diocesano e in questi ultimi quattro anni è stato alunno del Seminario Nazionale di Verona, ove si preparano i Sacerdoti destinati per l'America Latina.
L'ordinazione sacerdotale, per singolare privilegio, gli verrà conferita a Roma in S. Pietro dal Papa il giorno 3 luglio, assieme a settanta altri levìti come lui destinati all'America Latina ...
Nella Domenica successiva, il 10 luglio, celebrerà solennemente tra noi una delle sue prime Messe. Quella sarà una giornata memorabile per la nostra Parrocchia» .
Don Pierluigi Murgioni in terra di Uruguay, dove venne inviato come missionario, nell' esercizio della sua attività sacerdotale incontrerà anche il carcere ad opera della dittatura militare uruguaiana. Terminata l'esperienza missionaria, don Pierluigi è rientrato in Diocesi ed ha esercitato la sua attività dapprima in S. Faustino, in città, ed attualmente a Ghedi ...

 

1967
Attività estiva oratoriana: Cané

Con l'estate 1967 ha preso il via un'attività estiva, che ancora continua, anche se quest'anno ha cambiato sede: da Cané a Cassana. Si tratta «di un'attività che serve a tener viva la vita oratoriana anche durante le vacanze» (Bollettino Maggio '67).
Cané, piccolo paesino in alta Valle Camonica ha visto per 18 anni la presenza durante i mesi estivi dei ragazzi e giovani del Violino creando così un naturale gemellaggio tra le due comunità anche se
non mai ufficializzato. Un gemellaggio fatto di tanti incontri e qualche scontro di tante collaborazioni e qualche dispetto, di tante amicizie e qualche amore", Lasciare Cané è stato certamente uno strappo affettivo per tanti non voluto da nessuno ma imposto dalle mutate circostanze ed esigenze.
Cassana in Val di Sole dove si è svolta l’attività estiva oratoriana l'estate scorsa senz'altro ha ampiamente ripagato il ‘sacrificio’ del distacco.

 

1969
Primo Campo Amicizia

 

1972
Mario Benedini Sacerdote
«Don Mario Benedini, novello Sacerdote, appartiene ad una famiglia del primo villaggio, venuta nel 1955 quando Mario aveva solo sei anni... E' una vocazione cresciuta tra noi.
Don Mario si presenta alla Chiesa impegnandosi a servirla con l'entusiasmo giovanile della sua età e con la freschezza del suo sacerdozio. La Chiesa diventerà più o meno santa anche per il suo ministero che noi tutti, in cristiana letizia, auguriamo santo e santificante, perché solo così potrà essere fecondo.
E Se è legittimo partecipare alla sua gioia e celebrare con soddisfazione ed esultanza 13 festa straordinaria, è altrettanto doveroso per noi tutti, manifestargli la nostra carità con la preghiera di lode, ringraziamento, di invocazione al Signore, perché lo ricolmi di grazie e di benedizioni» (Dal Bollettino giugno 1972). E don Mario Benedini, ordinato Sacerdote il 10 giugno 1972, celebrata solennemente la Prima Messa al Violino il giorno successivo, accompagnato dai nostri auguri e dalle nostre preghiere ha lavorato intensamente come Curato per sette anni all'Oratorio di Travagliato e successivamente all'Oratorio di Gussago dove ancora si trova attualmente.

 

1973
La Visita Pastorale

Il 25 marzo, domenica, ha avuto luogo nella nostra Parrocchia l'evento straordinario e di estrema importanza della Visita Pastorale da parte di S.E. Mons. Luigi Morstabilini.
Si è trattato non della prima presenza del Vescovo nella nostra comunità ma della prima Visita Pastorale e chissà quando ne avrà luogo una seconda.
Tale visita presuppone un “soffermarsi” del Vescovo in Parrocchia, per prendere chiara visione della stessa nei suoi aspetti positivi e anche dei suoi problemi per indicarne possibilmente la soluzione nella sua veste di Pastore della Diocesi.
Dalle note del Bollettino Parrocchiale risulta che la comunità si è preparata con serietà ed impegno all'incontro con il proprio Vescovo, soprattutto nella preghiera e nella riflessione.
La riflessione fatta venne poi riassunta nella "Relazione Pastorale" scritta e presentata per tempo al Vescovo.
A questa relazione) contenente la precisa descrizione della Parrocchia nei suoi aspetti pastorali, mo­
rali, strutturali, economici ecc., il Vescovo ha dato una sua prima risposta verbale nell'incontro con la Comunità domenica 25.3.73 e successivamente una risposta scritta in data 28.5.73.
«Ho riscontrato nella vostra comunità», scrive il Vescovo) «tanto desiderio di rinnovare la vira cristiana, per renderla più rispondente alle esigenze di oggi e allo spirito del Concilio.
Ciò mi è di grande conforto e mi è garanzia del vostro impegno nell'attuare il programma presentato
al Vescovo nell'occasione della Visita Pastorale.
A questo proposito mi sembra utile richiamare particolarmente la vostra attenzione su alcuni punti
più importanti. Dopo ormai un annoso periodo di riflessione si dovrà avviare a soluzione il problema della nuova chiesa». Tale problema, invece, terrà banco ancora per diversi anni: la nuova chiesa si deve fare, non si deve fare; basta ampliare quella vecchia, ne occorre una nuova; deve restare dov’è deve sorgere nel centro del Villaggio) ecc ... Il problema "chiesa nuova" ha mosso, commosso, turbato e anche diviso gli animi degli abitanti del Violino per parecchi anni.
E su don Giovanni tale problema deve aver pesato non poco, come è facilmente comprensibile.

 

1975
Violino anni venti

Il 1975 è stato senz' altro uno degli anni caldi in merito al problema "nuova chiesa".
Sulle pagine della cronaca parrocchiale negli anni precedenti erano apparsi dei progetti della nuova chiesa andati però a vuoto. La prassi burocratica non mai finita consigliava prudenza e don Giovanni così si esprimeva:
«E la nuova chiesa? Ve ne parlerei più spesso, ma non voglio illudervi con notizie non sicure ...
Potremo in quest'anno santo, ventesimo della Parrocchia, fare la posa della prima pietra? lo spero
proprio di sì» (dal Bollettino Luglio '75).
E le speranze di don Giovanni, purtroppo, ancora una volta andarono deluse.
Il problema era vivo e dibattuto anche sulla stampa locale che riportava, come il BresciaOggi del 18.9.75) l'esistenza di gente che, con notevole anticipo, e mancanza di "pudore" allungava gli occhi e, se avesse potuto, avrebbe allungato anche le mani, sulla proprietà parrocchiale: .
«Violino che fare dell'area occupata dalla Parrocchia?
Quale sarà la destinazione dell'area e delle strutture attualmente occupate dalla Parrocchia, in via Violino di sotto? ... Al Violino alcuni consiglieri non vorrebbero, se possibile, ripetere il "buco nell'acqua" di qualche anno fa per quanto riguarda la sede di un centro di servizi sociali e culturali».

Curiose note di cronaca ventennale:
I marciapiedi del Violino «Sono passati vent'anni e siamo in attesa della sistemazione definitiva dei marciapiedi» (dal Bollettino Dicembre 1975).
Se tanto lunga è stata l'attesa degli abitanti del "Primo Violino", che vedranno la sistemazione dei marciapiedi solo nel 1984, si facciano coraggio anche quelli del “Secondo Villaggio”, i cui marciapiedi sono affidati all'iniziativa e buona volontà dei privati o abbandonati al crescere di sterpaglie di ogni genere.
Pulizia dell'area parrocchiale «Un'altra volta (non era perciò la prima), tutta la zona comprensiva dell'area è stata pulita e sistemata.
I cartelli "Divieto di 'scarico" non mancano, per cui, non essendoci analfabeti, al Violino, si dovrebbe concludere che, chi non osserva il divieto, è gente che preferisce il disordine, l'immondizia ed il sudiciume pubblico ... Mi permetto 1a nota sicuro della approvazione di tutti» (Bollettino dicembre 1975).
L'approvazione generale, a parole, probabilmente c'è stata, ma smentita poi dai fatti, per cui nei mesi scorsi la Parrocchia ha dovuto, dietro anche sollecitazione comunale, provvedere ad una ulteriore “pulitura" e sistemazione, non senza una considere-vole spesa.
E per salvaguardarsi per il futuro ha fatto ricorso anche ad un muretto con cancellata.
Sarebbe così bello che ciò che è di tutti, fosse da tutti rispettato e fatto rispettare ... !

 

1976
Inaugurazione del Monumento ai Caduti
(Giornale di Brescia 15.11.1976)

«Violino: inaugurato il monumento che ricorda i morti per la Patria. L'iniziativa è stata promossa dal sodalizio combattentistico.
Dopo la S. Messa, celebrata da Padre Marcolini nella chiesa del primo villaggio «La Famiglia», il presidente della Provincia, Prof. Boni ha illustrato il gesto generoso di chi ha voluto e portato a termine la significativa realizzazione.
Firmato dall'Architetto Ferrari, il Monumento rappresenta una catena a tre anelli, ciascuno dei quali
rende omaggio ai soldati del cielo, della terra e del mare: tre armi una sola Patria».

(Dal Bollettino Parrocchiale - Dicembre 1976)

«Il giorno 14 novembre è stato inaugurato nel quartiere il Monumento ai Caduti per la difesa e per la libertà della Patria. Il significato della realizzazione lo ha ben illustrato il Presidente della Provincia, Prof. Boni, che è stato felicissimo nell'interpretazione dei tre anelli rappresentanti i soldati del cielo, della terra e del mare, perché vi ha visto pure significate le aspirazioni dell'uomo verso l'alto del cielo, verso l'infinito del mare e verso il quotidiano della terra: ideali di una unica catena che sono per i popoli garanzia di civiltà e di progresso».

 

1977
Ottantesimo di vita e cinquantesimo di Sacerdozio di Padre Marcolini,

 

1978
Padre Marcolini ci ha lasciato.

 

1979
In ricordo di Padre Marcolini.

Sono stati tre anni significativi per la storia del Violino, chiamato spesso anche "la prima creatura di Padre Marcolini)).
Ecco dalla cronaca come il Violino ha vissuto il triplice evento: di festa il primo, di lutto il secondo, e di perenne memoria il terzo.

(Dal Bollettino Parrocchiale - Dicembre 1977)

«Un atto di doverosa riconoscenza al Rev. Padre Marcolìni nel suo ottantesimo anno di vita e cinquantesimo di sacerdozio ...
Si era stabilito di averlo tra noi l'otto dicembre a celebrare la S. Messa, prima che termini quest'anno celebrativo, per potergli manifestare la nostra riconoscenza.
Aveva accettato volentieri l'impegno, ma purtroppo la sua salute non gli permette di assolverlo: è stato ricoverato in ospedale e non è ancora ristabilito. Evidentemente la vecchiaia incurabile e le conseguenze delle estenuanti fatiche si fanno sentire pesantemente.
Nella speranza che ciò che per ora è sospeso, si possa attuare in avvenire, preghiamo il Signore come atto di riconoscenza per il bene compiuto, anche a nostro vantaggio, da Padre Marcolini e preghiamoLo anche perché gli conceda la soddisfazione di compierne ancora».

La scomparsa di Padre Marcolini
In molti avvertirono in quella circostanza la perdita di un padre vero e proprio, tanto attento e premuroso di fronte ai bisogni dei propri figli. Che peccato! ... per un banale incidente '... certe persone non dovrebbero mai morire! ...
Al Violino la morte di Padre Marcolini, avvenuta il 23.11.1978, rammentò una specie di consegna che lo stesso aveva fatto tanti anni prima agli abitanti del primo suo villaggio:

(Giornale di Brescia 22.12.1978)
«Una richiesta degli abitanti del Violino: - il Violino sia intitolato a Padre Marcolini -.
In una lettera recapitata in redazione e inviata anche al Sindaco, gli abitanti del Villaggio Violino, il
primo costruito dalla Cooperativa «La Famiglia», illustrano i motivi per i quali chiedono che il loro villaggio sia dedicato a Padre Marcolini: “La popolazione del Quartiere «La Famiglia», in località Violino di Brescia, si rivolge alla Signoria Vostra per chiedere che il Rev. Padre Marcolini, recentemente scomparso, sia qui ricordato in modo particolare, essendo questo il primo suo villaggio ...
Fu qui con noi che Padre Marcolini superò le prime sue difficoltà ed insieme ebbe le prime soddisfazioni. Noi ricordiamo il giorno in cui si pose la prima pietra, per l'inizio dei lavori, alla presenza delle massime 'autorità cittadine, quando, a chi propose di dare al sorgente villaggio il nome di «Villaggio Marcolini». Lo stesso Padre rispose con celata soddisfazione; - adesso no; aspettate dopo la mia morte -.
Noi sottoscritti, sentendoci depositari di questa consegna e desiderosi di manifestare in questa maniera la nostra riconoscenza, sicuri di fare cosa gradita al benefattore degli operai, chiediamo alla Signoria Vostra che il desiderio dell'illustre concittadino e di noi tutti, sia preso in seria considerazione, perché questo villaggio e non altri, porti il nome di Padre Marcolini -».
Non si sa bene come sia andata a finire la richiesta: mancava di sufficiente serietà? non ci sembra
francamente. E' mancata la serietà nel prenderla in considerazione?
Possiamo ancora ipotizzare che la richiesta sia tuttora valida?

Il Busto di bronzo in memoria di Padre Marcolini
«Sono state 760 le firme che hanno accompagnato la richiesta fatta al Comune perché il nostro Villaggio porti il nome di Padre Marcolini.
Nel frattempo la locale sezione Combattenti ha promosso l'iniziativa di ricordare Padre Marcolini
con un busto in bronzo da collocare all'ingresso della nostra chiesa.
Per modellare la figura è stato interessato il Prof. Paolo Mascheretti, già di questo villaggio ed attualmente docente dell'Università di Pavia, amico e ammiratore di Padre Marcolini.
La risposta all'iniziativa è stata spontanea da parte di tutti, a dimostrazione della generale riconoscenza a Padre Marcolini». (Dal Bollettino - Febbraiol979)

l maggio 1979: è benedetta la «prima pietra»
(dal Bollettino del luglio 1979):
«La pietra di marmo si presenta con una croce in rilievo con la data dell’1.5.1979 per ricordare la Festa di S. Giuseppe Lavoratore che rimane sempre il titolare della nostra comunità parrocchiale che è ormai nel suo 24° anno di vita,
Nell'interno della pietra, in un tubo di rame, è stata sigillata una pergamena con la seguente scritta:


OGGI 1-5-1979
ESSENDO SOMMO PONTEFICE GIOVANNI PAOLO II
VESCOVO DI BRESCIA
S,E, MONS. LUIGI MORSTABILINI
PARROCO IL SACERDOTE TEOTTI GIOVANNI
LA COMUNITA' PARROCCHIALE DI S. GIUSEPPE LAVORATORE
NEL SUO XXIV ANNO DI VITA
ESULTANTE NELLA FEDE
FIDUCIOSA NELLA SPERANZA
OPEROSA NELLA CARITÀ
PONE LA PRIMA PIETRA DI QUESTO NUOVO TEMPIO
BENEDICENTE S,E. MONS. GIANNI GAZZA.

Si tratta di un Vescovo missionario venuto in rappresentanza del nostro Vescovo diocesano per l'amministrazione delle cresime. Assieme alla pergamena sono pure state messe alcune monete: anticamente si mettevano quelle in corso magari d'oro e d'argento. Noi abbiamo messo numero tre monete d'argento da L. 500 in tre tipi diversi: le caravelle del 1958, il centenario della Repubblica del 1961, il centenario di Dante del 1965.
Monete spicciole relative all'anno 1955 anno d'inizio della nostra comunità parrocchiale.
Monete spicciole relative all’anno in corso 1979. Una moneta vaticana del pontificato di Paolo VI
del 1968. ( ... ) il Vescovo, improvvisatosi muratore, con cemento e cazzuola ha sigillato la pietra che a suo tempo collocheremo nella nuova chiesa».
Forse non tutti sanno però dov'è ora questa "prima pietra", La sua collocazione iniziale doveva essere l'interno della chiesa, in modo che fosse ben visibile, perché "restasse documento e memoria per i posteri". Invece, la chiesa è stata iniziata, quasi ultimata ... Poi il Parroco si è ammalato e la "pietra" non era ancora stata sistemata. Infine la decisione: muriamola all'interno dell'ambone.
E lì ancora è. Ai pochi increduli non rimane altro che ... armarsi di martello e scalpello e "smontare" il leggio. Troveranno quanto qui descritto.

 

1980
2 Gennaio 1980: Muore don Giovanni
(dal Bollettino del gennaio 1980)

«Con la morte di don Giovanni si chiude una pagina di storia del Violino, la prima. Dentro ci stanno
venticinque anni di fatiche, di lavoro, di impegni a vari livelli.
( ... ) Purtroppo le cose precipitarono e martedì 1 gennaio 1980 alle quattro del pomeriggio, venne
celebrata una messa nella camera del paziente e a don Giovanni venne amministrato il sacramento della Unzione degli infermi. Don Giovanni non poté ricevere la Santa Comunione poiché da alcuni giorni rifiutava ogni tipo di cibo. La mattina seguente verso le 9,30, anche dietro consiglio dei medici - che vedevano ormai la fine imminente - don Giovanni venne trasportato al Violino, nella sua camera dove spirò alle 16,40 di mercoledì 2 gennaio.
( ... ) nel pomeriggio di venerdì - una splendida giornata di sole - si celebrarono i solenni funerali,
La Chiesa non fu sufficiente a contenere le molte centinaia di fedeli.
( ... ) Al momento della partenza un lungo, cordiale applauso salutò don Giovanni che lasciava il Violino per sempre».

Febbraio 1980: Don Franco Frassine è nominato Vicario Economo al Violino
La comunità si accinge a prepararsi ad accogliere il suo nuovo Parroco.

24 Maggio 1980: Don Battista Recaldini Parroco del Violino
(dal Bollettino del maggio 1980)

«Ti attendevamo. Non si può rimanere orfani a lungo anche se l'attesa può affinare la sensibilità e stimolare all'impegno. Sappiamo molte cose di te e in un certo senso ci sembra di conoscerti da sempre, da quando giovane curato alla Badia hai condiviso la nostra situazione di «gente di periferia» sempre un po' dimenticata da chi conta.
Non siamo né meglio né peggio di tanti che hai incontrato nel tuo ministero sacerdotale. Difetti ne abbiamo, e tanti, qualità anche.
( ... ) nonostante tutto però vogliamo camminare, vogliamo crescere, lavorare, vogliamo diventare comunità e chiediamo a te di aiutarci in questo, di stimolarci, di richiamarci continuamente.
Ti chiediamo di volerci bene, di voler bene a tutti ( …) .
E infine ti chiediamo di avere pazienza, di attendere che il grano maturi, che il fiore sbocci, che il cuore di pietra si trasformi in cuore di carne. Ti attendevamo. Sii il benvenuto. Sii sempre per noi l'uomo di Dio».

Per la prima volta vengono eletti i membri del Consiglio di Circoscrizione

La circoscrizione a cui appartiene il Violino è la "Terza", detta anche "dell'Oltremella", che raggruppa, oltre a noi, i quartieri di Urago, Chiusure e Badia.

Ottobre 1980: Prima "Festa dell'Oratorio": è l'inizio di una "tradizione",

Settembre 1980 (dal Bollettino n. 2 del marzo 1981):

«Il  Violino è composto, alla data del 22 settembre 1980, di 2711 abitanti; 1395 donne e 1316 uomini. Considerando anche alcuni caseggiati di via Vallecamonica, le famiglie sono 924. Ne consegue che ogni famiglia è composta in media di 2,95 persone. La media è più alta che non quella comunale per il minor numero di famiglie con un solo componente ( ... ).
Tuttavia se il Violino resta quello che è geograficamente, con pochi trentenni e poche nascite, certa­
mente è un villaggio che invecchia».

 

1981
26 Giugno 1981: Alberto Pelucchi è ordinato sacerdote
(dal Bollettino n. 4 del giugno 1981):

« ... quello che molti "vecchi" abitanti del Violino ricordano come simpatico e zelante chierichetto diventerà Padre Alberto, missionario comboniano ( ... ) è bene chiarire subito che l'immagine stereotipata del missionario barbuto con filmine e racconti avventurosì non si adatta al suo modo di essere sacerdote: Alberto non sarà "quel" missionario, ma sarà missionario tra di noi, nelle moderne città, dove c'è bisogno di portare la parola e la testimonianza del Vangelo a chi è distratto da troppe cose.
( ... ) Gioiamo con lui, preghiamo per lui e la sua famiglia e ... God bless you, Father Alberto! (Dio
ti benedica, Padre Alberto!) ».

4 Ottobre 1981: Prima edizione della "Quater pas enturen al Viulì", gara podistica non competitiva organizzata all'interno della "Festa dell'Oratorio".
Estate 1981: Nasce il C.S.1. al Violino
(dal Bollettino n. 5 dell'ottobre 1981):

«Aprire le porte del nostro oratorio al C.S.I. significa raccogliere l'invito dello stesso a 'lavorare ciascuno portando il proprio specifico contributo di atleta, di dirigente, di tecnico, di arbitro, di sacerdote, di sostenitore in modo che l'esperienza sportiva consenta di rinnovare ed allargare l'amicizia che deve trasparire da ogni nostro comportamento'».

8 Dicembre 1981: Viene inaugurata la nuova chiesa
(dal Bollettino n. 6 del dicembre 1981):

«Che la chiesa abbia una forma o l'altra, uno stile o l'altro, è secondario: l'importante è che ci sia una chiesa per tutti, un luogo dove ogni porzione del popolo di Dio possa ritrovarsi in intimità e libertà per esprimere la propria fede e la propria gioia, per sentirsi già nella casa del Padre ( ... ).
La nuova chiesa sarà, come la vecchia cappella, dedicata a S. Giuseppe Lavoratore. E' una scelta che si impone da sé sia per non dimenticare le radici ideali e religiose da cui il Villaggio è nato, sia per significare la continuità, anche per quanto riguarda il Patrono, dell'esperienza della nostra comunità.
( ... ) La forma absidale della cupola: dà il segno dell'infinito. E' una forma basilìcale. E' il luogo dove nelle chiese romaniche viene rappresentata la risurrezione di Cristo. La cupola è l'unico elemento di verticalità della composizione. L'equilibrio geometrico è ricomposto dall'altra semicupola, quella del campanile, e da quella forma circolare a torre alla destra dell'ingresso ( ... ). La chiesa è posta sull'asse est-ovest. L'est è i1luogo dove nasce la duce all'oriente: è segno di Dio. La gente che entra guarda verso 1a luce dell'est.
( ... ) L'inaugurazione all'8 dicembre prossimo della nuova chiesa parrocchiale segna il compimento di una lunghissima attesa e non può quindi che essere un momento di gioia ( ...)».

 

1982
Quaresima 1982: L'impegno per Villa Capilla del Sauce (Uruguay)

per costruire una cappella-ambulatorio-pronto soccorso. «Per dare una mano a Padre Emiliano nel dare soluzione al problema concreto, urgente ed indispensabile dell'evangelizzazione e della promozione umana, che in terra di missione, camminano assieme» (dal Bollettino n. 7 del febbraio 1982)

16 Maggio 1982: Viene inaugurata la palestra (dal Bollettino n. 9 del giugno 1982)

«Domenica 16 maggio scorso la nostra Comunità Parrocchiale ha vissuto una giornata di festa, caratterizzata da gioia e soddisfazione che non mancano mai quando si consegue qualche traguardo importante. La vecchia chiesa del Villaggio, rimasta "disoccupata" dall'otto dicembre scorso, è stata destinata a palestra per le attività ricreative e sportive dell'Oratorio ( ... ).
L'inaugurazione della nuova struttura, dopo la benedizione del Parroco ed il taglio del nastro da parte della "Madrina", ha visto alcune esibizioni di danza classica e di pattinaggio artistico, effettuate da giovanissimi artisti che hanno raccolto un mare di simpatia e scroscianti applausi. Ha fatto seguito nel campo di calcio una partita all'ultimo respiro tra celibi ed ammogliati ( ... )>>.

23-24 Maggio 1982: Festa regionale del C.S.I. al Violino

29 Maggio 1982: Prima Giornata Parrocchiale dell'Ammalato e Anziano

30 Maggio 1982: Elezione del primo Consiglio Pastorale Parrocchiale
(dal Bollettino n. 9 del giugno 1982):

«Occorre saper Superare il limite personale che ci fa vedere e sentire solo o soprattutto il proprio problema, dimenticando o sorvolando la dimensione comunitaria (. .. ).
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale, organismo di partecipazione e di comunione per definizione, potrebbe aiutare tutti a compiere un triplo passo in avanti in senso ecclesiale:
- stimolare singoli e gruppi alla conoscenza e all'attenzione reciproca:
- educate ad una sincera stima e cordiale apprezzamento di quanto ogni realtà promuove e realizza;
- costruire una profonda armonia ed una benefica integrazione delle varie realtà parrocchiali e delle rispettive attività ( ...)».

29 Agosto 1982: 'Passaggio di consegne' tra don Gianni e don Alfredo
(dal Bollettino n. lO del settembre 1982):

« ... la chiesa era piena, pur con il folto contributo degli amici di Zanano. C'erano in gioco sentimenti sinceri, di ringraziamento, di rimpianto, sia per i violinesi che per gli zanesi, C'era qualche cosa che si interrompeva e di cui se ne riscopriva con più profondità il valore ... Affetti tante volte non detti. Commozione per cose vere quindi (e non melensaggine), e gli applausi partiti spontaneamente dicevano come fosse di tanti.
Qualcuno forse proprio in questa occasione ha ritrovato il sacerdote come persona e non come "istituzione" fredda e distaccata ( ... ).
Non era insomma una cerimonia ufficiale e patinata, quella di domenica, ma una autentica celebrazione ( ... ).
- Per carattere, provo tanta fatica ad esternare i miei sentimenti, quindi scusatemi della brevità e forse anche delle parole poco adeguate e non secondo le vostre aspettative ( ... ). Nel luglio del 1976 sono stato destinato al Violino. Ero giovane prete, appena uscito dal Seminario, inesperto, impaurito, pieno di vergogna ( ... ). Questo avvicendamento di sacerdoti cerchiamo di vederlo come un fatto normale e, pur nell'inevitabile dispiacere del distacco, non fermiamoci ai ricordi, ma guardiamo avanti, al futuro, che è nelle mani di Dio, ma anche nelle nostre. Sentendomi attorniato da tanto affetto e simpatia, vi esprimo di cuore il mio grazie ( ... ) -. (don Gianni Paganini)
- ( ... ) mi è tornato alla mente, ogni giorno con sempre maggiore insistenza, un canto religioso che è ormai diventato dominio di tutti: 'Esci dalla tua terra e vai' ( ... ) Sono sincero se dico che sono partito da Zanano provando sentimenti di attaccamento, di amore e di stima per quella terra e per quelle persone. Tuttavia sono altrettanto sincero se affermo che vengo al Violino con una grande serenità interiore, con la disponibilità a lavorare, ad accogliere questa nuova terra, gente, popolo che Dio ha voluto 'regalarrni' ( ... ) - ». (don Alfredo Scaratti)
Don Gianni, dopo un breve periodo di "apprendistato" presso una parrocchia tedesca, nel dicembre del 1982 viene assegnato alla Missione Cattolica Italiana di Dortmund, Alla fine del 1984 viene trasferito ad Offenbach, sulle rive del Meno, dove tuttora si trova a servizio di tanti emigrati.

28-29-30 Dicembre 1982: La "tre giorni" per giovani
(dal Bollettino n. 12 del febbraio 1983):

«( ... ) Portare bibbia, biro, blocco per appunti e ... tanta disponibilità a stare insieme, a impegnarsi, essere allegri. Una Proposta insomma veramente allettante. Fu così che venti tre giovani accompagnati da don Alfredo, nel pomeriggio del 28 dicembre si incamminarono con i loro bagagli, per Maguzzano.
( ... ) E ognuno di noi si è scoperto ricercatore in se stesso degli atteggiamenti eucaristici, e insieme abbiamo riscoperto un Dio più 'umano,' un nostro rapporto più tipicamente giovane con Lui».

 

1983
15 Maggio 1983: "Anche tu dono per un mondo nuovo": è questo lo slogan della prima (grande') 'Festa di Vicaria', alla quale hanno partecipato oltre 600 ragazzi provenienti dalle parrocchie della nostra Vicaria;

1-11 Settembre 1983: "Conto su di te!":
E' lo slogan del XV Campo Amicizia, vissuto sempre all'insegna dell' amicizia.

 

1984
Gennaio 1984: "Risveglia la pace":
Un mese intero di lavoro, una simpatica cartolina, la 'Tenda della Pace' con tutti i lavori dei ragazzi, la risposta del Vescovo, del Sindaco, e di altri ancora al messaggio lanciato loro dai ragazzi, la Pace intesa come 'germe' che è in noi e che ha bisogno di continui stimoli: ecco il 'Mese della Pace' che, di anno in anno deve essere rivissuto 'fino in fondo', sempre nuovo, sempre con noi 'in prima linea'.

Aprile 1984: La sistemazione del tabernacolo
(dal Bollettino n. 19 del giugno 1984):

« ... si ritiene opportuno ricercare la soluzione di una maggiore centralità del Tabernacolo ricorrendo ad una proposta che consenta di unire il Tabernacolo stesso agli altri temi principali (la croce centrale, l'altare, la statua della Madonna ... ), mediante un unico quadro visivo e legandoli sotto un unico segno: la croce».
Tale soluzione, presentata dall'arch. L. Daffini, è talmente divenuta 'nostra' che quasi non ci ricordiamo più come il Tabernacolo fosse - inizialmente - 'relegato in un angolo'.

Luglio-Agosto 1984: le "Sere d'estate" per gli anziani

E' questa una iniziativa organizzata dalla Cooperativa "Conoscere per migliorare", in collaborazione con l'Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Brescia.
E' un appuntamento particolarmente sentito dai nostri anziani - che anche quest'anno hanno fatto
registrare il 'tutto esaurito' - sia perché è un'occasione per ritrovarsi e stare insieme, sia perché la formula di questi incontri (momento informativo, momento conviviale, momento ricreativo) bene risponde alle diverse esigenze dei partecipanti. Speriamo che tra un' estate e l'altra i nostri anziani
non si limitino ad “ attendere l' estate”!

9 Dicembre 1984: Inaugurazione del Fonte Battesimale e dell'affresco
(dal Bollettino n. 21 del dicembre 1984):

«Anche la nostra chiesa parrocchiale ha finalmente il proprio Fonte Battesimale. La Comunità ecclesiale del Violino, che conta ormai 29 anni di vita, finora ha battezzato i suoi 1.093 bambini come ha potuto e come tutti sappiamo. { ... ) il nostro Fonte Battesimale è a forma ottagonale ( ... ). L'ottagono richiama il mistero dell'ottavo giorno', quello cioè della Resurrezione di Cristo. Infatti tutti i testi biblici che parlano della Resurrezione concordemente la collocano nel primo giorno
dopo il sabato.
E il sabato, per gli Ebrei, era il settimo giorno. ( ... ) Nella nostra chiesa il Fonte Battesimale è col­
locato sul presbiterio e in rapporto sia con l'altare e sia anche con l'ambone.
I tre elementi, ambone, fonte, altare, richiamano i tre momenti del nostro cammino di salvezza. Infatti in questo contesto il Fonte appare come la risposta dell'uomo all'invito che Cristo rivolge a noi nella proclamazione della Buona Novella (ambone).
Mediante il Battesimo l'uomo accetta l'invito di Cristo e rende soggettiva la redenzione da Lui com-piuta sulla croce e che si rinnova sull'altare.
( ... ) Sulla candida superficie absidale della chiesa del quartiere "La Famiglia" è stata dipinta in questi ultimi mesi una lunga "storia" secondo la ininterrotta tradizione cristiana che colloca al centro di convergenza dello sguardo di ogni fedele i motivi e le immagini del 'credo' cristiano. La chiesa dedicata a S. Giuseppe Lavoratore esprime, come ogni chiesa in cui la comunità si raduna per la preghiera, soprattutto l'incontro con Cristo centro di ogni realtà e di ogni speranza. Per armonizzare questa duplice esigenza (sottolineare cioè la centralità di Cristo e ricordare la "titolazione" a S. Giuseppe) si è pensato di 'illustrare' sull'abside il tema del lavoro ispirato dal
l'enciclica di Giovanni Paolo II "Laborem exercens" che conduce appunto attorno al lavoro una lunga riflessione cristiana.
( ... ) Al centro della vasta composizione (sviluppata per 13 metri lineari) la gigantesca figura del Cristo risorto ( ... ). Attorno ai Cristo viene ricomposta la S. Famiglia (a cui il Q.re Violino si ispira) ... ».

 

1985
4 Maggio 1985: 5a Rassegna delle Corali Bresciane organizzata dalla F.A.B.E.R.

A tale iniziativa, che ha avuto come sede oltre al Violino altri tre villaggi Marcoliniani - Badia, Prealpino, Sereno -, hanno partecipato parecchie corali nell' ottica del «confronto che diventa un incontro, il cui scopo è quello di tenere unite tutte le corali che operano nel1a nostra diocesi» (dal Bollettino n. 24 dell'aprile 1985).

29 Settembre 1985: Per la seconda volta siamo stati chiamati ad eleggere il Consiglio Pastorale Parrocchiale

8 Dicembre 1985: La nostra comunità compie 30 anni

E' sicuramente un, “buon inizio”!

La storia del Villaggio Violino

(articoli tratti dai bollettini parrocchiali dal 1993 al 2002)

 

Parte I 1955

La storia ebbe inizio nel lontano 1953 quando a padre Ottorino Marcolini, tornato dalla prigionia in Germania, venne in mente di dar vita a Brescia, sull'esempio di esperienze analoghe realizzatesi negli Stati Uniti, a dei villaggi con case a buon mercato. Padrea Marcolini non perse tempo e nel dicembre dello stesso anno diede vita insieme ad altri alla "Cooperativa La Famiglia". Venne fatto subito un esperimento in Via Chiusure dove furono realizzati otto appartamenti prototipo. Consapevole che per realizzare un'opera cosi grande bisognava disporre di molti soldi, padrea Marcolini si rivolse alla banca San Paolo di Brescia e alla Cassa di risparmio delle Provincie Lombarde, che accettarono di finanziare l'opera. Il terreno, posto tra la ferrovia di Milano e quella di Iseo, dove sorse il villaggio fu acquistato per la Cooperativa dalla Banca san Paolo.

Il primo mattone fu posto il 4 luglio 1954 alla presenza del Vescovo Giacinto Tredici, che celebrò la messa sotto un grande tendone, innalzato nell'area dove oggi si trova l'oratorio e l'ex-parrocchiale.

Dopo questo primo atto la costruzione del villaggio proseguì velocemente e nel novembre del 1955, a villaggio ultimato, il Vescovo Tredici nominò parroco del Quartiere La Famiglia (nome ufficiale del villaggio) don Giovanni Teotti, che svolgva la sua opera pastorale come curato a Castenedolo.

Don Giovanni fece il suo ingresso ufficiale in parrocchia il 1° dicembre 1955.

Al momento del suo ingresso la chiesa parrocchiale non era stata ancora ultimata e le funzioni si svolgvano allora nella chiesetta messa a disposizione dalla Famiglia Falconi presso la casa padronale di Via Violino di Sotto.

La nuova chiesa, dedicata a san Giuseppe lavoratore, fu benedetta il 7 dicembre 1955 alla presenza del Vescovo, di p. Marcolini, delle autorità cittadine e di tutti gli abitanti del villaggio; in quella giornata, per testimoniare il loro affetto e la loro riconoscenza nei confonti di don Giovanni, giunsero al Violino anche i giovani di Castenedolo che portarono in dono al loro curato una statua della Vergine Maria che oggi decora la chiesetta.

Questo avvenimento ebbe molta risonanza sulla stampa cittadina e nazionale e ci sembra bello riportare integralmente la cornaca della cerimonia tratta dal Giornale di Brescia dell'8 dicembre;

 

"Ieri sera alle 18.30, all'ora in cui la gente che lavora rientra dall'ufficio e dallo stabilimento, e fila a casa svelta con l'intimo stimolo di riabbracciare la propria moglie e i propri figli, ieri sera a quest'ora alle soglie del quartiere Violino, oltre il ponte del Mella, si sono accese le luci di festa sula facciata di una chiesa così fresca e così recente, che aveva ancora le impalcature issate attorno alla breve abside. una chiesa eretta in quarantacinque giorni, sorta con quel ritmo di necessità e di risolutezza che caratterizza l'intera realizzazione del primo quartiere sociale Brescia-Ovest, al quale tien dietro, a passo egualmente rapido, il quartiere numero due, quello della Badia.

 

Al Violino, per la benedizione di questa chiesa ancora odorosa di muri umidi e di legni appena piallati, era atteso il Vescovo mons. Tredici. I ragazzi facevano festosissima corona attorno a padre Marcolini, mentre le loro mamme accendevano ai davanzali delle linde casette più prossime alla chiesa improvvisate, volenterose, fantasiose luminarie.

 

Alla sommità del piccolo campanile le orbite della cella erano ancor vuote dei sacri bronzi: alla carenza delle campane suppliva il rintocco di uno scampanio artificiale, diffuso a mezzo altoparlanti, e il contrasto tra un concerto così solenne, inciso chissà sotto quale dovizioso tempio, e la modestia della chiesetta ancorata con le sue trepide luci nel gran mare di nebbia della poeriferia, dava a tuttta la scena un tono patetico, un'accentuazione umana e mistica a un tempo.

 

Mentre autorità convenute aspettavano l'arrivo del Vescovo, al cronista si fece incontro un sacerdote, il parroco del Violino. Fresco e spoglio anche lui, come freschi e spogli sono i muri della sua chiesa, questo prete si chiama don Giovanni Teotti, ha quarant'anni e ne mostra meno di trenta, ed è stato "rubato" alla cura d'anime di Castenendolo. Da Castenedolo i suoi giovani, che fecero di tutto per non lasciarlo partire, erano venuti a festeggiarlo, portandogli in dono una statua della Madonna Immacolata, la quale stava già bella e issata sull'altar maggiore (maggiore e unico). Don Teotti fece vedere al cronista anche i doni che Mons. Tredici aveva largito alla chiesa del Violino: gli stessi omaggi che le congregazioni religiose avevano recato al Vescovo in occasione del cinquantatreesimo anno della sua prima messa, il Presule li aveva trasferiti alla chiesa così bisognevole di arredi.

Infine il Vescovo giunse. Varcò la soglia del recentissimo tempio, ebbe svolgimento rapido il rito della benedizione: al lume di un cero lesse la sacra formula in latino, e poi si diresse all'altare. I fedeli, trattenuti a stento fuori della chiesa, vi irruppero con esuberante e rumoroso ardore. Poi si raccolsero nel silenzio consono alla divinità del luogo. il rito della messa ebbe inizio, con il contrappunto di una celeste voce d'armonium. Al Vangelo il Vescovo pronunciò parole di semplicità pastorale: lo ascoltava, tutto in piedi perchè i banchi non ce n'è ancora, uno stuolo di fedeli intenti, donne con i bambini in braccio, operai con indosso il giaccone di cuoio nero, la brava e onesta e fiduciosa gente del Violino, ognuno d'essi pioniere della grande avventura di farsi una propria casa.

"Vi siete fatti la casa - ha detto il Vescovo - e adesso avete dato una casa anche al Signore"

(Fuori alcuni altoparlanti ripetevano queste parole, che prendevano il volo traverso le cortine nere della fredda sera, e giungevano fino a scaldare qualche cuore più freddo).

Sarà dedicata a San Giuseppe Lavoratore, la nuova casa del Signore al Violino, e la festa patronale vi si celebrerà il primo giorno di ogni maggio. Noi siamo certi di non mancare di rispetto a nessuno se ripetiamo una fraase colta tra la sua buona gentedi laggiù: Oggi siamo contenti - diceva una donna - perchè è arrivato il Vescovo a benedire la chiesa, ed è arrivato il metano a riscaldare le case".

Il Natale 1955 vide anche la nascita del Bollettino Parrocchiale, scritto a macchina con il titolo arricchito da un alberello di Natale. Nel primo numero don Giovanni,  parlando della nuova chiesa, scrivano molte ma che la più urgente era l'acquisto dei banchi; invitava i parrocchiani a contribuire alla spesa e scriveva : "Il prezzo di un banco dovrebbe aggirarsi sulle 12/13.000 lire. Qualcuno di voi ha detto di essere disposto ad offrirne uno, altri pensano di farlo unendosi ad altre famiglie, altri faranno un'offerta libera allo scopo. Importante è che, secondo le proprie possibilità, tutti concorrano con una offerta".

Il primo anno di vita della nostra comunità religiosa e civile passerebbe del tutto inosservato se non avesse avuto un colpo di coda negli ultimi mesi dell'anno. Fra il novembre ed il dicembre 1956 tre furono gli avvenimenti degni di essere ricordati.

Il primo fu il XXX di sacerdozio di Padre Marcolini; l'anniversario fu una grande festa per la nostra parrocchia perchè egli volle festeggiare tale solenne ricorrenza con gli abitanti del nostro villaggio. Nel comunicato con il quale venivamo avvisati del desiderio di padre Marcolini, donn Giovanni scrisse: " e' per noi un grande onore e ancora una volta un segno della sua predilizione! La notizia purtroppo ci ha colto impreparati; comunque subito si è espresso da molti il desiderio e la positiva volontà di offrire al festeggiato, al quale tanto dobbiamo, un segno tangibile di riconoscenza!".

 

Gli altri due avvenimenti da ricordare sono fra loro legati: l'inaugurazione dell'asilo e la scuola elementare e la venuta al violio delle suore Dorotee.

Va ricordato il 10 novembre, giorno dell'inaugurazione del palazzo catechistico od oratorio (l'edificio ora sede dell'asilo doveva servire anche per il catechismo ndr) costruito su terreno pagato dalla Curia e di proprietà della futura parrocchia.

L'opera è stata realizzata per iniziativa e per l'interessamento del reverendo P. MArcolini che ha saputo trovare i mezzi necessari senza chiedere a noi il minimo contributo. Ciò va ricordato per la verità e per togliere ogni dubbio a chi avesse ancora delle preoccupazioni, circa i mezzi impegnati per la costruzione.

Il Comune di Brescia ha anticipato l'affitto (usato per la costruzione) di cinque anni e userà dei locali per la scuola e per l'asilo, quindi tutta l'attrezzatura e il finanziamento è a carico del Comune.

 

Un altro avvenimento importante per la storia di questa erigenda parrocchia, è l'ingresso delle Reverende Suore di S. Dorotea, avvenuto domenica 25 novembre. Sono maestre d'asilo diplomate e si chiamano Suor Venanzia Bonomini, direttrice, Suor Emilia Gaudenzi e suor Teobalda Bruniera.

1965

 

a dieci anni dalla sua fondazione il quartiere del Violino aveva quale profilo delle gru impegnate nlla costruzione dell'Oratorio. I lavori avevano avuto inizio circa un anno prima e nel primo bollettino del nuovo anno don Giovanni cosi illustrava i suoi parrocchiani la situazione dei lavori.

"L'oratorio in costruzione, occupa un'area ea elle di metri quadrati 630. il lato minore prospicente il piazzale comprende a piano terra i servizi sportivi: spogliatoi, docce, lavabi, gabinetti; un atrio d'ingresso, una stanza che potrebbe diventare una piccola palestra, un vano scala che porta al primo piano ov'è sistemata l'abitazione del Sacerdote Direttore dell'Oratorio.

Il lato più lungo, parallelo a Via Violino di sotto, risulta di un seminterrato con un vasto ambiente per la ricreazione al chiuso, una sala adunanza capace di circa 130 persone, più un'altra sala, un ripostiglio e un vano per sistemarvi la caldaia per l'impianto di riscaldamento.

Nel piano rialzato verrà ricavato un Ritrovo Giovanile con sala bar e sala biliardo. Il rimanente spazio è diviso in tre ampie sale che potranno essere adibite a sale di lettura, biblioteca, segreteria, adunanze, ecc.

Al primo piano oltre a due stanze per eventuali uuffici, ci sono sei aule di catechismo. Ogni piano è servito di propri servizi igienici.

Antistante il fabbricato, verso il campo sportivo, corre un porticato di 3,50 per 33 metri ed al primo piano in corrispondenza, una terrazza di 3,50 per 25 mt. è praticabile e potrà servire a tribuna per gli incontri sportivi. Sull'area rimasta c'è posto per un campo a sei (30 per 60) per il calcio, per la pallavolo e pallacanestro.

Se non sarà l'ottimo, è però quanto di meglio si poteva fare per ora per i nostri figli che continuamente crescono in età ed in numero, ed hanno diritto alle nostre attenzioni e ad onor del vero, tutto considerato, fanno abbastanza giudizio e costiutiscono l'onore ed ill vanto della famiglia parrocchiale".

Il successivo 10 luglio l'oratorio venne ufficialmente inaugurato e nel bollettino di settembre venne pubblicata la cronaca di quella giornata: (clicca qui per visitare la storia del nostro oratorio)

 

1975

 

Il 1975 non fu caratterizzato da grandissimi eventi. Riguardo a quest'anno mi sembra importante soffermarci su due fatti. Il primo riguarda l'articolo apparso sul bollettino di luglio dal titolo "e la nuova chiesa?".

Nel bollettino del Natale 1974 era apparso un articolo nel quale veniva presentato il progetto della nuova chiesa; questo progetto doveva però ancora ricevere delle autorizzazioni, e nell'articolo sopra ricordato venne scritto:

" Ven ne èarlerei più spesso ma non voglio illudervi con notizie non sicure. A fine marzo è arrivato anche il giudizio della commissione d'arte sacra di Roma. In linea generale si approva il progetto e si consiglia di esaminare il problema economico in rapporto al contributo statale che era stato concesso due anni or sono di circa 70 milioni.

Nello scorso gennaio inviando a Roma il progetto definitivo il Vescovo, dato il forte aumento del costo della manodopera e dei materiali, aveva chiesto anche l'aumento del contributo in base all'aggiornamento di tali costi. Da recentissime informazioni ufficiose sembra che la richiesta venga accolta, il che comporterebbe il raddoppio dello stanziamento precedente. Se cosi fosse sarebbe una gran bella cosa.

Quanto alla riduzione del progetto in quelle parti non ritenute strettamente necessarie, era già da noi deciso in precedenza, anche se gli architetti intendevano che il progetto fosse rispettato e realizzato nel suo complesso. Pur comprendendo la legittimità del loro desiderio, non possiamo cedere alla esigenza di un ridimensionamento dell'opera pur riconoscendone le difficltà.

Pertanto gli architetti stanno ultimando, sia pure a malincuore, la riduzione proposta e spero di poter al più presto offrire in visione il plastico dell'opera.

Quando la nuova Commissione edilizia comunale sarà disponibile per l'esame dei progetti, contiamo di aver pronto anche il nostro da presentare.

Potremo in quest'anno Santo, ventesimo della Parrocchia, fare la posa della prima pietra? Io spero proprio di si"

 

Purtroppo come tutti ben sappiamo il desiderio di don Giovanni di vedere la costruzione della nuova chiesa non potè realizzarsi. La prima pietra fu posta il 1° maggio 1979 e il 2 gennaio 1980 morì.

 

Il secondo, la gara di solidarietà che mobilitò l'intero quartiere in aiuto di Cristina Giusti, una bambina allora di nove anni, che per continuare a vivere aveva bisogno di un delicato e costoso intervento cardiaco. Il Giornale di Brescia del 7 dicembre 1975, ricordando la generosità non solo degli abitanti del Villaggio Violino ma anche quella dei colleghi del papà di Cristina, concludeva l'articolo scrivendo:

 

"L'altro giorno in chiesa, Cristina si è rivolta commossa, congedandosi, ai suoi piccoli amici e compagni di scuola informandoli del suo imminente ricovero alla clinica specialistica di Bergamo ed ha ringraziato din d'ora quanti vorranno aiutare la sua famiglia, nella vivissima speranza di poter tornare a casa completamente risanata.

 

Corrono i giorni di Santa Lucia. Pure i tempi aridi quali quelli che viviamo si presenta l'opportunità di fare fiorire nelle ora tristi pareti di una casa del Violino il fresco fiore della solidarietà. Rinunciando ad uno dei tanti balocchi "programmati" in molte famiglie bresciane si può fare ritornare il sorriso sul volto di una bambina malata e la serenità in una modesta famiglia.

1976

 Nel primo bollettino di quell'anno do Giovanni riprese, in ultima pagina un argomento che a lui stava molto a cuore così come ai suoi parrocchiani e cioè quello della costruzione della nuova chiesa, tema che aveva già trattato nel bollettino dell'anno precedente.

Nel numero successivo don Giovanni scriveva che come promesso, per Pasqua era visibile il plastico della sistemazione dell'area della nuova chiesa.

Sul terzo numero del bollettino don Giovanni scriveva:"La Commissione d'arte sacra di Roma ha espresso parere favorevole al progetto nel suo insieme, suggerendo alcune correzioni che sono allo studio dei tecnici già al lavoro per la stesura del progetto esecutivo"

8 Dicembre 1981: Viene inaugurata la nuova chiesa  (dal Bollettino n. 6 del dicembre 1981): 

«Che la chiesa abbia una forma o l'altra, uno stile o l'altro, è secondario: l'importante è che ci sia una chiesa per tutti, un luogo dove ogni porzione del popolo di Dio possa ritrovarsi in intimità e libertà per esprimere la propria fede e la propria gioia, per sentirsi già nella casa del Padre ( ... ).

 

La nuova chiesa sarà, come la vecchia cappella,
dedicata a S. Giuseppe Lavoratore. E' una scelta che si impone da sé sia per
non dimenticare le radici ideali e religiose da cui il Villaggio è nato, sia
per significare la continuità, anche per quanto riguarda il Patrono,
dell'esperienza della nostra comunità.


( ... ) La forma absidale della cupola: dà il segno dell'infinito. E' una forma basilìcale. E' il luogo dove nelle chiese romaniche viene rappresentata la risurrezione di Cristo. La cupola è l'unico elemento di verticalità della composizione. L'equilibrio geometrico è ricomposto dall'altra semicupola, quella del campanile, e da quella forma circolare a torre alla destra dell'ingresso ( ... ). La chiesa è posta sull'asse est-ovest. L'est è il luogo dove nasce la duce all'oriente: è segno di Dio. La gente che entra guarda verso 1a luce dell'est.


 

( ... ) L'inaugurazione all'8 dicembre prossimo della nuova chiesa parrocchiale segna il compimento di una lunghissima attesa e non può quindi che essere un momento di gioia ( ...)».

1985

 

Eccoci giunti all'anno 1985. Quell'anno non fu caratterizzato da grandi e memorabili eventi, quattro però sono i momenti da ricordare:

il trentesimo anniversario della fondazione della Parrocchia, i dieci anni del Centro Raccolta Missionario e della Corale San Giuseppe e l'elezione del Consiglio Parrocchiale. Ma andiamo in ordine. Tralasciamo il trentesimo della Parrocchia e soffermiamoci invece sulle altre tre tappe di quell'anno.

La prima tappa fu il decennale del Centro Raccolta che nato nel 1975 funzionava grazie all'opera del signor Mario Scaglia che proprio in quell'anno per motivi di salute aveva dovuto abbandonare il suo servizio.

Seconda tappa fu il decennale della Corale parrocchiale del Natale 1985 con una poesia che mi sembra simpatico ricordare qui:

 

 

Ghe PASAT DES AGN

Ghè pasat des agn da quando en curadì l'è vignit a

curà le anime del Viulì che, oltre a curà le anime

però, el ghià nel sanc tanta oio de cantà - cantà odi

al nost Signur perchè l'intercidies a nostr favur.

L'è stas issè, chè èn bel dè de des agn fà, con le

note DO RE MI FA, ghè nassit, per merit

del curadì, el coro del Viulì.

Col pasà del temp, le us le sè rafinade tanto de

merità ammirasiù a le mèse cantade.

Quant el coro ormai l'era furmat e che 'l se faa unur

ogni n'do 'l naa, el curadì el ga dusit cambià

parochia come sota la naia.

El coro restat sensà la guida el se mia perdit dè

animo, anse, el sè dat dè fà a tal punto, finchè èl ga

troat un maestro nof appunto.

El maestro nof chè 'l ghè amò ades l'è LUIGI

che oltre che fà cantà per la Madona el Signur e toc

i Sanc, el fà cantà anche per i fancc.

Infati oltre che ensegnà cansù sacre l'è nsegnà anche

cansù profane ispirade a le montagne.

El trascura mia gnache la lirica ciamada cosè

"il bel canto" che a la zent ghè pias tanto.

El gà tanta pasiu per èl coro che per ensegnaga

èl sè sbrasa, ghe sè sgionfa le canele, el dientà ros

conme 'n pulì per inculcaga al coro le gioste note del

DOREMIFA

Tot chè sto èl turnà a favur del coro, perchè quando

el sè esebes denter è fora potrà ' batimà rè chi

scultà l sies miò fat per forsa; ma èl sies èn riconosciment

a la braura è al sacrificio dè chèstà zent.

Considerat tot el discors chè ghè stat fat, a la fi

dè la cantada èl coro del Viulì l'è semper na canunadà.

Infine, in settembre si ebbe il rinnovo del Consiglio Pastorale Parrocchiale; gli eletti furono:

per i giovani: Baioni Angela, Belotti Katia, Belotti Maria Antonietta, Ferrari Anna, Ghidoni Paola, Mirandola Ornella, Bana Serafino, Manenti Roberto, Martinuz Alberto, Penazzi Michele, Venturelli Paolo e Zizioli Antonio;

per gli adulti; Cavallaro MAria, Cerotti Angiolina, Faverzani Ada, Micheletti Gabriella Ragni, Ragni Olga, Volpi Angela, Beccalossi Gianni, Orel Franco, Riva Federico, Sabatini Mario.